Non è una rendita (03) - Castellani Photography
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Non è una rendita (03)

Una delle convinzioni più diffuse, quando si parla di affitti brevi, è che si tratti di una rendita, un’entrata che arriva grazie a un bene che possiedi, qualcosa che funziona quasi da solo.

Per anni ho pensato così anch’io. E in parte è vero, ma solo se guardi la superficie. Perché appena inizi a entrare un po’ più nel dettaglio, cambia tutto.

Quello che stai facendo non è una rendita. È un lavoro. E come tutti i lavori ha delle caratteristiche precise.

La prima è che non ha orari. Non esiste un vero inizio e non esiste una vera fine. Ti alzi, accendi il computer, controlli le email e inizi a rispondere. Poi ti viene in mente che potresti fare una modifica al piano letti e la fai. Fai colazione, inizi la tua giornata e dopo un’ora e mezza arriva una risposta a un’offerta: torni subito al computer, oppure rispondi direttamente dal telefono. E così va avanti per tutto il giorno. Controlli le email, sistemi il piano letti, prepari la biancheria per il cambio, ti accorgi che mancano i sacchetti per l’aspirapolvere e vai a comprarli perché sabato hai i cambi.

Non inizi mai davvero a lavorare. Ma non smetti mai.

La seconda è che non ha confini. Casa e lavoro diventano la stessa cosa. Gestisci le email, la famiglia, le attività quotidiane. Riesci anche ad andare a fare sport o a bere un caffè con un amico, ma la gestione è sempre lì, nella testa. È normale, si dice. Anche molti dipendenti fanno fatica a staccare. Ma qui è diverso. Perché non c’è mai un momento in cui sei davvero fuori. Nemmeno in vacanza. Ti porti il portatile, controlli, rispondi. Poi devi entrare nei portali, fare le registrazioni, gestire la burocrazia. Anche quando hai strumenti che ti aiutano, qualcuno li ha dovuti imparare e qualcuno deve usarli. E quel qualcuno sei tu.

La terza è che è un lavoro che non viene riconosciuto, nemmeno da chi lo fa. Chi ti paga quelle ore? Quanto vale un’ora del tuo tempo? E una giornata intera? Se volessi imparare un altro lavoro, anche solo part-time, come riusciresti a incastrarlo con questa gestione continua? Qualcuno ci riesce, certo, ma con che qualità? Con che energia? Spesso ci si dice: tanto sono a casa, sono in ciabatte, che mi costa? Ma è davvero così? E se invece devi comunque spostarti per andare nella tua proprietà dove affitti gli appartamenti?

La quarta è che è un lavoro che non puoi spegnere. Sei a bere il caffè con un’amica e finisci a parlare di clienti, di prenotazioni, di problemi. Succede sempre. E alla lunga pesa.

Poi c’è un ultimo aspetto, forse il più sottile, quello che giustifica tutto.

“Che mi costa?”

Ho un part-time, i figli sono a scuola, mio marito lavora. Io faccio le pulizie. Dobbiamo pagare il mutuo, abbiamo appena ristrutturato. E quindi si va avanti, senza farsi troppe domande.

Il punto è che tutto questo sembra normale. Talmente normale che non viene nemmeno più visto.

Ma normale non significa sostenibile.

Castellani - Photography
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Livigno - Sondrio - Italy

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